La rete e le sue opportunità! Ne parliamo con Paolo Albizzati, titolare di "DiGiWeb" Milano



Buongiorno Paolo e benvenuto sul mio Blog! Intanto grazie per aver accettato di dedicarci un po del tuo tempo. Oggi, con molto piacere, facciamo la tua conoscenza e per iniziare, potresti dire ai nostri lettori, in poche parole, chi è Paolo Albizzati e in cosa consiste la tua formazione professionale?

Buongiorno Paola e un saluto ai tuoi lettori; grazie per avermi voluto come ospite nel tuo blog, ti sono grato di questa opportunità. In effetti io e te ci conosciamo da qualche tempo ma come professionista del digitale sono poco più che agli inizi, quindi ben contento di questa chiacchierata e di potermi far conoscere dal tuo pubblico.

Dirti brevemente chi sono e qual è la mia formazione professionale non sarà facile ma ci provo.

Sono arrivato a lavorare nel digitale e più esattamente nel mondo del web come libero professionista, solo pochi anni fa: per circa 30 anni il mio percorso ha seguito altre strade, anche se mi sono sempre occupato di questioni tecniche.

Come dipendente ero impiegato nella progettazione di impianti di automazione industriale, reparto elettrico, poi è arrivata la crisi.

Quindi per cause di forza maggiore e l’oggettiva difficoltà a reintrodurmi nei miei ambiti professionali, ho deciso di dedicarmi ad un settore che già conoscevo ma ovviamente meno bene di adesso (e non potrebbe essere diversamente), quello del web appunto. Diciamo che ho fatto di necessità virtù e mi sono messo in gioco in modo diverso, era a dire il vero quello che mi sarebbe piaciuto fare molto prima, certo con stimoli e motivazioni diverse da quelle che mi hanno costretto.

Gli ultimi quattro anni sono stati per me molto impegnativi: così come per altri nella mia stessa situazione, ho dovuto ripartire da zero e aggiornarmi, riprendere a studiare a 50 anni non è semplice ma lo stimolo era troppo forte.

Quindi mi sono focalizzato su alcuni temi e strumenti che, per quello che avevo deciso di fare, sarebbero diventati parte della mia quotidianità, così come poi è successo. Linguaggi web e CMS ad esempio, ma anche nozioni di marketing, copywriting e ottimizzazione SEO, di tutto un po’; questo per essere in grado di fornire dei prodotti effettivamente efficaci e professionali ai miei futuri clienti.

Ci sono arrivato come autodidatta e con vari corsi, ma anche ‘semplicemente’ ascoltando altri professionisti che lavoravano già nel settore; mio padre lo diceva sempre: il lavoro ‘si ruba’ imparando da chi già lo conosce.


Quindi hai deciso di fare il "salto" come imprenditore del web, aprendo la tua agenzia di comunicazione e marketing, la DiGiWeb Milano, giusto?

Credo di averti anticipata e aver risposto parzialmente proprio ora. Come accennato infatti, la decisione è nata da esigenze in fondo banali, di sopravvivenza diciamo. Ufficialmente e nel 2016 ho aperto una p.IVA e sono diventato libero professionista, ho realizzato il primo sito web di DiGiWeb Milano e ho iniziato a propormi. Nel frattempo e nei due anni precedenti (tutta la vicenda inizia nel 2014), come ti dicevo mi sono dedicato alla formazione e allo studio, proprio per realizzare un’attività che avesse delle basi solide e che partisse con il piede giusto, concretizzando quelle che erano le mie aspettative ma soprattutto che rispondesse alle necessità dei clienti in maniera efficace. E’ una mia caratteristica: se non mi ritengo all’altezza di un compito evito di farmene carico, anche perché come dico sempre, “le bugie hanno le gambe corte” e professionalmente parlando non si ha mai una seconda possibilità per fare una buona prima impressione. Quindi essere all’altezza di quello che andavo a proporre era per me fondamentale.

Ma perché un’attività proprio nel web, ti starai chiedendo. Beh, oltre alla necessità personale di cui ti ho parlato, uno dei motivi che mi ha fatto decidere in questo senso è stata la consapevolezza che ci troviamo in un epoca in cui stanno avvenendo degli importanti cambiamenti, e Internet è uno degli attori principali. Diciamo che ho colto un’opportunità e ne ho fatto il mio "leitmotiv"!

Nella sezione "chi siamo" del tuo sito aziendale, c'è una frase importante "Ciò che facciamo nasce dalla convinzione e consapevolezza che la rete debba essere una risorsa disponibile a tutti e non soltanto a chi può fare grossi investimenti"! Come giudichi la presenza in rete, delle Piccole e Medie Imprese italiane?

Si Paola, la frase che tu citi è quello che penso veramente e voglio provare a spiegare cosa intendo dire. Con quelle parole ho cercato di sintetizzare un pensiero ma anche il mio modo di operare nel lavoro e di vedere la nostra società, nonché quello che ritengo sia il ruolo di Internet al suo interno. Sono convinto sia come professionista, sia come semplice utente del web, che Internet sia una grande risorsa e appunto una grande opportunità (credo di esserne una prova). Questo può essere vero però solo se esistono le condizioni che lo diventi per tutti. DiGiWeb tendenzialmente e con preferenza si propone a professionisti, ad imprese familiari e ad artigiani, oltre che a tutte le altre forme d’impresa, per le prime però abbiamo un occhio di riguardo, perché sono consapevole che per loro è più complicato ‘credere nel web’.

Tengo a precisare una cosa riguardo la frase che hai citato, perché potrebbe essere interpretata male: io non faccio la guerra dei prezzi al ribasso, anzi reputo questo sistema uno dei peggiori, al limite della concorrenza sleale. Cerco invece di andare incontro al cliente in vari modi, per esempio proponendo prodotti scalabili e quindi migliorabili nel tempo, non pacchetti ‘all inclusive’ che nella maggior parte dei casi non fanno altro che confonderlo e impegnarlo economicamente, oltre ogni logica e suo reale bisogno. Perdonami ma ci tenevo a chiarire questo punto.

Dicevo quindi che bisogna creare le condizioni perché gli imprenditori (ci metto dentro tutti, a prescindere dal tipo di attività), abbiano fiducia in noi e ci affidino la realizzazione della loro presenza online, ascoltando i consigli e le proposte che sottoponiamo. E’ un discorso più complicato di quello che sembra, dico solo che purtroppo la scarsa predisposizione da parte delle PMI ad utilizzare la rete, è anche colpa di noi operatori, di alcuni quantomeno.

Succede per esempio, che operatori appartenenti anche a grossi gruppi IT, facciano credere che realizzare un sito Internet sia facile, o peggio ancora possa essere gratuito. In realtà di gratuito non c’è proprio niente, nemmeno quando ci si rivolge a loro.

Purtroppo queste operazioni di marketing non fanno che svilire il valore del lavoro di professionisti e agenzie, e perdere fiducia da parte degli imprenditori verso chi con fatica ha raggiunto certi livelli di competenza e di professionalità.

Quello che mi auguro è che si cominci a capire che Internet non è più un giocattolo (se mai lo fosse stato), ma uno vero strumento di lavoro e un sistema per guadagnare, sia denaro che notorietà, quindi imprescindibile per qualsiasi azienda. Per questo un sito web come qualsiasi altro tipo di presenza in rete deve essere considerato e trattato come un mezzo di comunicazione aziendale, un sistema per far passare all’esterno il proprio messaggio, quindi uno strumento sul quale investire.

Perdonami ma mi fanno sorridere quelli che creano da soli gratuitamente il sito web della loro azienda. Se da un lato mi fanno tenerezza dall’altro mi fanno un po’ di rabbia, perché è inconcepibile che ci siano persone che vedano ancora Internet come qualcosa di fuori dalle realtà imprenditoriali. Come si può pensare che un sito web ottimizzato, funzionale e rappresentativo di un’attività che fa business, che deve fare fatturato, sia qualcosa di sganciato da tutto il resto e che chiunque può realizzare, magari a tempo perso o nella pausa pranzo? E’ assurdo.

Mi sembra giusto! Alla luce di quanto detto fin'ora, quindi, quali sono gli ostacoli maggiori e più frequenti che incontra la vostra agenzia, nel cercare di far prendere consapevolezza alle aziende, che il loro futuro è la digitalizzazione?

Mi riaggancio a quanto appena detto, in parte anche questa volta ho già risposto.

Confermo che la difficoltà maggiore è convincere gli addetti ai lavori che essere su Internet con una presenza importante e di valore è fondamentale come lo è avere un negozio o un’azienda curati e ben tenuti, con una vetrina perfetta e una insegna studiata con attenzione, con un servizio clienti impeccabile. Comunichi serietà e competenza, dai valore e considerazione a ciò che fai e ai tuoi clienti.

Il nocciolo della questione secondo me sta proprio nell’interpretazione che un’azienda da al ruolo della presenza online: la creazione di un sito web io lo vedo come un modo per assistere, seguire, confortare e anche un po’ coccolare i propri clienti; fornirgli un servizio migliore e unico che magari i concorrenti non hanno, non deve servire solo per farsi vedere. Per questo ritengo che al giorno d’oggi avere un’attività e non essere presenti (e bene) sul web non sia una scelta furba.

Sostanzialmente l’idea di digitalizzazione delle aziende deve partire da una convinzione che a parer mio in parte ancora manca: quando vai online con il tuo sito web, stai principalmente facendo qualcosa per gli altri, se lo fai bene sarà utile anche a te.

Perché se è vero che un sito web può servire a dare un’immagine più forte ed autorevole è anche vero che non ci si può limitare solo a quello, l’ho detto prima: devi fornire un servizio.

Se invece ti limiti a spiegare quanto sei bravo nel tuo lavoro e quanto tu sia migliore di tutti, non avrai grandi risultati: il segreto (di pulcinella) sul web è dare aiuto e risposte agli utenti. Quando poi gli utenti sono i tuoi clienti e riesci a dargli delle risposte risolutive e soddisfacenti, hai fatto tombola.

L’ostacolo maggiore è quindi proprio questo, oltre a superare alcuni luoghi comuni è quello di far capire che i siti web non sono fini a se stessi, non sono delle belle pagine colorate ma agiscono da comunicatori verso il proprio pubblico. Dare servizi e confrontarsi con loro è fondamentale, fornire questi servizi via web quanto di meglio si possa fare per farli contenti.

E questo sai perché? Perché Internet e il web sono una grande comodità e risolvere problemi dal divano di casa o dall’ufficio senza doversi spostare è il massimo, ed è anche quello che desiderano gli utenti-clienti.

Il vostro motto è: " Il punto di partenza è il sito web". Cosa ne pensi dell'uso dei Social Network, nel contesto di una strategia di marketing online?

Si Paola, ovviamente questo è il nostro pensiero riguardo la presenza in rete, anche perché è il nostro "core business" e quindi non potrebbe essere diversamente.

Questo non significa che una volta realizzato il sito web il lavoro sia finito: è necessario farlo conoscere e la sola ottimizzazione delle pagine non può bastare.

In questo caso i canali che danno i migliori risultati sono proprio i social network, i miliardi di persone che quotidianamente li usano sono già un motivo più che sufficiente per sceglierli come canale pubblicitario.

In DiGiWeb per esempio lavoriamo così: quando si viene in contatto con un possibile cliente, dopo aver ascoltato le sue esigenze e spiegato cosa possiamo realizzare per lui, se il progetto è nuovo e ci sono le condizioni, si propone di abbinare al sito una strategia di web marketing usando i social più attinenti o altri prodotti (per esempio delle sponsorizzazioni su Google).

Se invece ci dobbiamo occupare di un restyling o si tratta di migliorare la sua presenza in rete e posizionare meglio il sito, oltre all’ottimizzazione delle pagine andiamo a vedere cosa è stato fatto a livello social e soprattutto come.

Più volte mi è capitato di scoprire che i profili di un’azienda erano gestiti in autonomia e trattati alla stregua dei profili personali: niente di più sbagliato.

I social network hanno un forte impatto sul pubblico e possono essere un volano incredibile per un’azienda, ma anche fare danni se usati male, proprio perché molto diffusi e usati. In questo caso proponiamo un intervento sui social media e per farlo ci affidiamo a dei Social Media Manager professionisti.

In una strategia di web marketing efficace il sito web e i social media devono quindi lavorare insieme ed essere un tutt’uno; è il modo migliore per avere risultati e comunicare correttamente con il proprio pubblico.

Tra gli addetti del settore c'è un concetto fondamentale: "the content is king" ovvero "il contenuto è il re"! Esiste, secondo Paolo Albizzati, un modo per far capire a circa il 40% delle imprese italiane (percentuale ISTAT) l'importanza di saper comunicare in modo corretto il proprio brand online, e di avvalersi di professionisti come i Social Media Manager, ad esempio?

Bella domanda. Innanzitutto credo che ci si debba sempre avvalere di professionisti, in ogni ambito e ancora di più nel web che rimane un settore piuttosto nuovo. Detto questo tu sai come la penso: la comunicazione fatta bene secondo me è fondamentale per mostrare le eccellenze di un’azienda. Quando poi si parla di web marketing la comunicazione diventa un’operazione ancora più delicata, può essere decisiva per le sorti di un prodotto o di un marchio, per questo da affidare solo a professionisti.

L’esempio che ho fatto poco fa è reale, ovviamente non posso rivelare di chi si tratta però posso dirti che dopo che quella attività ha provato a utilizzare il web per risalire la corrente, mettendo online un sito web preconfezionato e senza possibilità di comunicare direttamente con i clienti, senza indirizzi e-mail con nomi a dominio e postando sui social senza nessuna strategia (saltuariamente lo faceva un dipendente secondo l’umore del giorno), quella attività ha chiuso. In pratica si sono affondati con le loro mani.

Certamente gli errori più grandi erano già stati commessi ed erano di ben altro tipo, ma come vedi ancora una volta c’è stato qualcuno che ha pensato di realizzare una presenza online senza affidarsi a dei professionisti, perché tanto è facile.

Conclusione del ragionamento: ognuno faccia il suo e non si sostituisca mai ad altri professionisti, sopratutto per attività in cui non si è mai dedicato prima e non conosce. Un social media manager non s’inventa dall’oggi al domani, così come un web developer o un marketer: tutti lavori che tra l’altro implicano conoscenze in più settori.

Parliamo di GDPR. L'entrata in vigore del nuovo regolamento sulla privacy è stato vissuto come uno spauracchio da parte di blogger o comunque, da parte di chi possiede un sito internet. In che modo ha influito sul lavoro di molte agenzie di comunicazione e creazione siti web, come la tua?

Il GDPR è stato l’argomento principale nei forum e sui social per qualche mese, diciamo da Aprile a Luglio (Google trends conferma) per poi sparire quasi nel nulla. In realtà si trattava di normative di cui si sapeva dell’applicazione già da due anni, ma che sarebbero entrate in vigore dal 25 maggio 2018 e questo ha fatto sì che fino a poco prima quasi nessuno se ne sia interessato veramente.

A parte questo per noi del settore digitale ha voluto dire adeguare (dove necessario) la parte online delle aziende e dei professionisti, il difficile in alcuni casi è stato far capire che non si trattava di regolamentazioni che riguardano esclusivamente Internet, bensì tutta una serie di comportamenti, tutele e maggiori diritti che i propri clienti avrebbero avuto da quel momento in avanti.

Per i blogger e per tutti quelli che possiedono un’attività sul web ma trattano dati limitati (solo ed esclusivamente online) il compito è più semplice, anche se non esclude a priori la consulenza di un avvocato specializzato in regolamentazioni del web. In pratica le grosse aziende erano già pronte e preparate perché per loro l’applicazione della nuova regolamentazione significava tra l’altro nominare figure specifiche, come un GDO. Le maggiori difficoltà che abbiamo avuto noi sono arrivate dalle realtà più piccole, come sempre capita però e attraverso un buon dialogo e ascolto, siamo riusciti a comprenderci e ad offrire anche a loro il giusto supporto.

Domanda di rito, che faccio a tutti i miei ospiti e che giro anche a te: sogni e progetti per il futuro, di Paolo Albizzati.

Mamma mia, quanto tempo ho per risponderti? Scherzi a parte, di progetti in mente ne ho più di uno ma finché non trovo il tempo per dedicarmi seriamente preferisco tenerli per me. Diciamo che se nella prima metà del 2019 ottengo alcune risposte e risultati con la mia attività, uno potrò iniziare a svilupparlo, ma per ora preferisco non parlarne.

Riguardo ai sogni, beh attualmente li ho (provvisoriamente) accantonati, devo essere il più concreto possibile con la mia attività e cerco di esserlo. Come tutti noi però uno bello ce l’ho anche io e ogni tanto, soprattutto durante i freddi inverni milanesi, ci penso. Ecco vedi, amo il mare e il sole e adoro luoghi come la Polinesia, i Caraibi e le Canarie, banale lo so. Il sogno sarebbe di riuscire un giorno a trasferirmi in uno di questi posti; che dici Paola, come sogno ci può stare?


Paolo Albizzati

Paola Ciccarelli


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