La #differenziata: parliamo di comunicazione!


Oggi vorrei partire da alcuni presupposti, prima di dirvi la mia sull'argomento "Comunicazione differenziata"!


I Social network rappresentano una rete sociale che crea relazioni tra persone, organizzazioni, aziende in transazioni con altre aziende, B2B- Business-to- business, o in transazioni B2C- Business-to-customer ovvero le relazioni che un'impresa commerciale detiene con i suoi clienti. Una rete di persone, quindi, unite tra loro da interessi vari e molteplici da condividere.


Circa un anno e mezzo fa scrivevo un articolo per l'agenzia Keliweb.it ( #Comunicare è un lavoro ) in cui dicevo che "Siamo tutti perennemente connessi alla rete (come utenti privati o professionisti di ogni settore) e la sopravvivenza di molte aziende è imprescindibile dalla creazione di un proprio brand, ovvero il proprio marchio che li renda immediatamente riconoscibili e sempre in contatto con la massa, indipendentemente dal luogo o dal tempo. Molte aziende, soprattutto tra le Piccole e Medie Imprese, sottovalutano ancora questi mezzi di comunicazione e le grandi opportunità della presenza in rete, preferendo non adeguarsi al cambiamento e, troppo spesso, pagandone le conseguenze in termini di chiusura definitiva della propria attività!"


L'importanza di esserci, quindi! Nello stesso tempo, però, non si può pensare di essere presenti ovunque nello stesso modo!


Da qui, la necessità di capire, in primis, quale messaggio vogliamo comunicare e quale obiettivo raggiungere; quindi differenziare il proprio messaggio online, sia come aziende, sia come professionisti del settore o utenti privati, scegliendo le piattaforme o i canali giusti e che poi decidiamo di sfruttare in base al nostro "core business" se siamo azienda o prefessionisti, o in base alla nostra personalità se siamo utenti privati.


Piccolo #exscursus : mai e dico mai, fare il copia/incolla sistematico dei propri contenuti, pubblicandoli indistintamente su tutti i propri account! Mi azzardo a dire che se non si ha tempo, modo o budget per diversificare i contenuti, meglio non pubblicare nulla!


Detto ciò, al di là delle caratteristiche di ogni piattaforma che ci obbligano ad usare più o meno un numero limitato di caratteri, obbligandoci alla sintesi (vedi Twitter) e l'uso dei vari tools di pubblicazione, che ci permettono di programmare le pubblicazioni, ho sempre pensato che se dovessi comunicare un concetto ad un bimbo userei un linguaggio consono alla sua età, magari usando un'immagine adeguata a supporto e che se dovessi comunicare lo stesso concetto ad una persona adulta o con un'altra cultura sarei comunque obbligata ad usare un linguaggio diverso ed una immagine diversa, liberi da barriere cognitive !

Quindi, l'importanza di conoscere il proprio target di pubblico, la capacità di comunicare lo stesso contenuto in modi diversi, e soprattutto scegliere un linguaggio semplice e di facile comprensione. Lo so, è un esempio volutamente elementare, ma credo renda abbastanza bene la mia idea (condivisibile o meno) di comunicazione differenziata...Sia che siamo noi aziende, professionisti del settore o semplici utenti navigatori in questo mare di parole troppo spesso usate e abusate!


Paola Ciccarelli

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