La comunicazione ai tempi del coronavirus!

Aggiornato il: mar 7

Parto da una premessa! Fin da subito, cioè dall'inizio di questa emergenza, ho fatto la scelta di non parlare di #coronavirus sui Social, sia per quanto riguarda i contenuti pubblicati, sia nei commenti dei miei contatti o degli utenti in generale! Ho scelto di non diffondere notizie che possano risultare fuorvianti o comunque che possano generare panico, pur informandomi solo ed esclusivamente sui siti governativi ed ufficiali. Questa premessa perché? Perché fondamentalmente siamo tutti potenziali "giornalisti", veicolatori di notizie nostro malgrado e che troppo spesso condividiamo cose solo per sensazionalismo o per essere i primi a "far girare", come se fosse una competizione senza regole e senza esclusione di colpi.

Senza contare i giornalisti veri, quelli con il tesserino, che dovrebbero informare nel modo corretto, evitando di alimentare il panico tra le persone, solo per qualche visualizzazione o qualche copia venduta in più. I giornalisti quelli con il tesserino, che con le loro notizie e titoli nefasti scritti a caratteri cubitali, hanno contribuito ad affossare l'economia di un paese già in ginocchio di suo; quegli stessi giornalisti che hanno dato in pasto al mondo un'immagine dell'Italia untrice e portatrice (non sana) di questo virus generatosi chissà come e chissà dove! Quegli stessi giornalisti con il tesserino, che spesso "rubano" le informazioni da Internet senza verificarne la fonte o la veridicità. Esempio di qualche giorno fa, il sito Ansa.it che aveva battuto la notizia della chiusura di tutte le scuole italiane, ancora prima che il Governo emanasse il decreto; notizia poi subito ripresa da Repubblica.it e fatta girare a manetta, tanto da costringere il Ministro della Pubblica Istruzione a smentire, salvo poi confermare nella serata con un comunicato ufficiale.

Morale della favola: siamo tutti responsabili! Lo siamo quando pubblichiamo notizie in modo scellerato, lo siamo quando iniziamo un discorso con "Secondo me" senza avere delle basi di competenza sul tema, lo siamo quando contribuiamo a far diventare virali i contenuti fake alimentando così la psicosi rispetto ad una situazione che già di per sé è grave e delicata! Io continuerò a non pubblicare e a non scrivere di coronavirus, ma di comunicazione si! Ed una cosa posso affermarla: insieme a tante vite umane, questa pandemia si è portata via una buona fetta di etica professionale e personale di ognuno di noi!

Paola Ciccarelli

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#comunicare #eticaprofessionale #coronavirus

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